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Arriva a Bergamo la Fashion Revolution Week

Per la prima volta Bergamo assume “nuove vesti” e si apre al tema della moda sostenibile con un progetto di livello internazionale che vedrà la città protagonista e palcoscenico della FASHION REVOLUTION WEEK 2020.

Una serie di eventi e iniziative che si terranno tra fine settembre e novembre e che sono tutti legati tra loro dal grande tema della moda etica. La Fashion Revolution, infatti, è un format di rilevanza mondiale che vuole porre l’attenzione su un concetto diverso, più responsabile e sostenibile, di approcciare il mondo dell’abbigliamento e dei suoi accessori. Un’iniziativa che assume un valore ancor più rilevante nell’ambito del Made in Italy e nel contesto della manifattura tessile che trova nella provincia bergamasca numerose eccellenze internazionali.

Sono molte le grandi città che su scala globale e nazionale hanno già dato vita alla propria FASHION REVOLUTION WEEK come ad esempio Los Angeles, Sydney, Parigi, New York, Madrid, Firenze, Milano e Venezia. Ora è il momento dell’approdo anche a Bergamo con un progetto di lunga durata, pronto a crescere nel tempo, che ci si augura portatore di importanti ricadute anche dal punto di vista turistico.

La FRW è un movimento nato in Inghilterra – per mano di Carry Somers e Orsola de Castro – e prende principalmente spunto dai tragici fatti accaduti il 24 aprile 2013 a seguito del crollo di una fabbrica di abbigliamento a Savar, un distretto di Dacca, capitale del Bangladesh, dove lavoravano migliaia di persone nelle fabbriche di abbigliamento, in condizioni disastrose. Il bilancio fu tragico 1133 morti e più di 2mila feriti. La settimana della Fashion Revolution vuole ricordare, ogni anno, questo tragico evento e tenere alta l’attenzione sulla moda più sostenibile nel rispetto dell’ambiente e delle persone

La prima edizione bergamasca della FASHION REVOLUTION WEEK prevede un ricco calendario con alcuni main events, in particolare:

  • la mostra “CirculART” di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, dal 18 settembre al 4 ottobre a Palazzo Agliardi.
  • il convegno “Progetto 0 impact”, che si svolgerà al Kilometro Rosso il 23 settembre con importanti esponenti del mondo della manifattura e dell’economia per condividere la nascita di un protocollo per una filiera della moda più sostenibile.
  • il Fashion Revolution Cube, allestito in piazzetta Piave, durante tutta la durata della FRW, per la raccolta di abiti usati per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importante tema della materia prima riciclata.
  • l’installazione artistica nel Palazzo della Provincia di una grande scritta #whomademyclothes (slogan internazionale della Fashion Revolution) realizzata da un gruppo di giovani coordinati da un team di cooperative sociali (Cooperativa Serena – Spazio CSE Valtesse; Progetto Città Leggera – Comune di Bergamo; Cooperativa AEPER – Progetto Kaleido; Progetto Senzacca – Comune di Bergamo).
  • il workshop – “Rammendare il futuro” – in programma il 19 settembre allo spazio “Experience” di via Pignolo 38c – della designer e ricercatrice Seçil Uğur Yavuz sulle tematiche della sostenibilità sociale e ambientale nell’ambito tessile.

Il progetto FRW a Bergamo sarebbe dovuto partire lo scorso aprile, ma lo scenario è completamente mutato nel contesto della pandemia di Covid-19. Tuttavia, gli organizzatori, con a capo “La Terza Piuma”, associazione bergamasca che nasce dalla passione per la moda “etica” e lo stile di vita sostenibile, non si sono persi d’animo e hanno lavorato duramente per riuscire a realizzare quest’anno l’evento.

L’edizione 2020 rappresenta in sostanza una sorta di “preview” e trampolino di lancio per gettare solide basi in vista di quella in programma ad aprile 2021 ancor più ricca di eventi, contenuti, iniziative. Ma la sostanza del messaggio resta la stessa, così come i valori di fondo.

“La moda è da sempre una forza importante, capace di suscitare emozioni e guidare – spiega Alessandra Gabriele, coordinatrice del progetto FRW Bergamo e cofondatrice de La Terza Piuma – La moda è una forma d’arte che porta all’espressione di se stessi. Oggi più che mai bisogna portare le persone a conoscenza del concetto di moda etica in un contesto in cui i temi della sostenibilità e dell’impatto ambientale sono ormai di grandissima attualità. La moda etica, inoltre, ha una doppia valenza perché riguarda la sostenibilità ambientale e ancor più umana. Una moda che rispetta l’ambiente e la vita di chi lavora, certifica il non sfruttamento, la retribuzione equa e le buone condizioni del luogo di lavoro. Questo evento aiuta ad accrescere la consapevolezza di persone e aziende con un approccio nuovo e sostenibile del mondo della moda”.

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