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26 Novembre

Fabulae Vestimentiarie: La guerra delle macchine per cucire

Dalle 20:30
Da definire

Quella della macchina per cucire e’ una storia estremamente interessante e ricca di aneddoti inaspettati. Nonostante l’aria così umile, si fece strada a colpi di brevetti rubati, insulti, spintoni, processi e qualche serio scandalo.

Questo perché la cucitrice (o macchina da donna) era considerata – nel XIX secolo – il simbolo assoluto di una rivoluzione epocale che avrebbe cambiato per sempre uno dei più grandi mercati del mondo: quello dell’abbigliamento. Infatti, grazie a questa invenzione, si poteva aumentare finalmente la produzione a costi ridottissimi rispetto al passato. E allora tutti contro tutti – nella guerra dei brevetti – per sancire la paternità (vera o presunta) di una macchina che avrebbe effettivamente mutato gli assetti sociali e produttivi planetari. Ma fu soprattutto Isaac Singer contro tutti ( e soprattutto contro Howe!).

La I.M. Singer&Co fu coinvolta in ben 20 diverse cause legali negli USA, ma Singer, determinato e senza scrupoli “interessato alle monete e non all’invenzione” ebbe la meglio grazie ad una grande capacità di organizzare la comunicazione del prodotto. Oggi difficilmente potrebbe essere considerata un’invenzione complessa e foriera di tanto clamore. Nel nostro mondo high-tech e iperconnesso grazie a dispositivi portatili sempre più piccoli ci può apparire un oggetto estremamente banale, anche se le guerre per i brevetti – contesi nei tribunali per oltre 20 anni – riflettono analogie sorprendenti con le attuali guerre tra produttori di smartphone, suggerendoci che – in fondo – non siamo mai cambiati.

Nel corso di questa speciale Fabula Vestimentaria ripercorreremo insieme – con l’accompagnamento di materiali d’archivio, spot tv, caroselli d’antan – la storia della travagliata nascita (e della fortunata diffusione) di questa invenzione straordinaria che lo stesso Mahatma Gandhi descrisse come “una delle poche cose utili che sia mai stata inventata” (mentre imparava a cucire) escludendola così dal boicottaggio delle macchine che il mondo occidentale andava sempre più realizzando.

Chi è Sara Conforti

Sara Conforti è artista/curatrice di progetti culturali che legano la moda ed il costume a pratiche e progetti sociali e relazionali. Nasce a Torino nel 1973. Diplomata in Disegno della Moda e del Costume all’ Istituto Statale d’Arte Aldo Passoni di Torino si specializza successivamente in modellistica mentre si laurea al DAMS in Storia dell’Arte Moderna. Nel 2OO9 consegue un Master IED in Comunicazione Ambientale.

Dal 2002 al 2011 è Cultural Manager per Cittadellarte e assistente dell’artista Michelangelo Pistoletto dove lavora alla redazione e direzione di progetti culturali per la connessione dell’arte contemporanea con i differenti campi del tessuto sociale per una trasformazione sociale responsabile affrontando i temi: arte e moda; arte e società; arte e impresa in collaborazione con realtà dell’arte, della moda e dello spettacolo nazionali ed internazionali.

Nel 2011 fonda l’Associazione Culturale hòferlab. Nasce il progetto ànticasartoriaerrante_laboratori nomadi per una moda sostenibile, con le sue iniziative didattiche itineranti volte a generare, attraverso il recupero della tradizione sartoriale, una maggiore consapevolezza rispetto alle nostre abitudini vestimentarie al fine di incoraggiare capillarmente il consumo critico e l’auto produzione responsabile attraverso la creatività.

Dal 2012 è autrice e curatrice della Rassegna Modaedintorni_lab (Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea; PAV_Parco Arte Vivente; Biblioteca Civica Centrale di Torino) e del progetto performativo 13600HZ Concerto per macchine per cucire (Castello di Rivoli_Museo per l’Arte Contemporanea; convegno Creatività_la moda che crea valore nel rispetto della vita; Artissima 21; Cavallerizza Reale; palazzo Ducale di Genova).

Con Ass. Cult. Hòferlab collabora con importanti stakeholders della cultura e della produzione presenti sul territorio piemontese e nazionale per la costruzione di processi partecipativi, strategie e programmi non convenzionali di relazione con il sistema sociale, artistico e culturale e sociale attraverso l’invenzione di dispositivi originali volti a favorire la mobilità e la promozione della cultura e della responsabilità sociale. Dal 2013 aderisce alla campagna Abiti Puliti / Clean Clothes Campaign come attivista e ideatrice di progetti creativi per la comunicazione. Vive e lavora a Torino.

Spettacolo di Sara Conforti per la giornata contro la violenza sulle donne; con la partecipazione di donne provenienti da un centro antiviolenza di Torino

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